Qual è l’obiettivo della riforma?

Sviluppare la capacità amministrativa a livello centrale e locale con il rafforzamento dei processi di selezione, formazione, promozione, mobilità dei dipendenti pubblici, lo snellimento della burocrazia, la digitalizzazione delle procedure amministrative.  

Nell'ultimo decennio la mancanza di personale e una grande quantità di norme e procedure articolate e complesse hanno rappresentato un ostacolo al miglioramento dei servizi offerti dalla PA e alla crescita degli investimenti pubblici e privati. La riforma vuole snellire e semplificare norme e procedure per adeguarle alle esigenze dei cittadini e delle imprese, per un’amministrazione moderna ed efficiente. La riforma mira inoltre a garantire il ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e a riformare le carriere a partire da una pianificazione strategica dei fabbisogni delle varie amministrazioni.

La Riforma della Pubblica Amministrazione, che è a titolarità del Dipartimento per la Funzione Pubblica, è una riforma orizzontale, o di contesto - insieme a quella del sistema giudiziario – e prevede interventi trasversali alle varie missioni del PNRR finalizzati al miglioramento di equità, efficienza e competitività del sistema-Paese. In particolare, nell’allegato alla Decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021, la Riforma contempla un approccio a due livelli: misure urgenti per utilizzare al meglio i finanziamenti previsti dal PNRR e attuare una governance efficace, unite a misure che attuano riforme organizzative e strutturali per un cambiamento duraturo di tutta la Pubblica Amministrazione. In relazione alle misure più urgenti, si rileva lo stretto legame fra la “Riforma del pubblico impiego e semplificazione” (Riforma 1.9) e l’Investimento “Fornire assistenza tecnica e rafforzare la capacità per l'attuazione del PNRR”, (Investimento 1.9) dato che entrambe le misure hanno il fine di eliminare problemi strutturali e “colli di bottiglia” che potrebbero rallentare l’attuazione di quanto previsto nel PNRR.  Gli obiettivi più strutturali della riforma mirano alla costruzione di una capacità amministrativa stabile all’interno della PA, per fornire beni e servizi pubblici sempre più adeguati alle esigenze di cittadini e imprese. Infine, la Riforma della Pubblica Amministrazione intende promuovere una continua e progressiva digitalizzazione dei servizi del territorio, al fine di consolidare nuove competenze digitali, accelerare gli investimenti per la digitalizzazione e iniziare ad utilizzare nuove infrastrutture e applicazioni. 

La realizzazione di questi obiettivi prevede l’implementazione di più interventi, ovvero di un programma di tre riforme e tre investimenti.

 

Le riforme: 

 

(I) Accesso e reclutamento, per snellire le procedure di selezione, renderle più efficaci, favorire un ricambio generazionale. Sotto tale profilo, si indicano di seguito le due principali direttrici di riforma:

 

La semplificazione e la digitalizzazione delle procedure selettive:

 

• l'articolo 10 del D.L. 44/2021 ha introdotto a regime una nuova procedura semplificata per lo svolgimento dei concorsi pubblici. Per i concorsi banditi a decorrere dal 1° maggio 2022 la disciplina semplificata è quella dettata dal nuovo art. 35-quater del D.lgs. 165/2001, introdotto dal D.L. 36/2022, che ha parzialmente sostituito il suddetto art. 10;

 

• il D.L. 80/2021 con cui sono state introdotte modalità speciali tese ad accelerare le procedure selettive per il reclutamento di personale a tempo determinato e per il conferimento di incarichi di collaborazione da parte delle amministrazioni pubbliche titolari di progetti previsti nel PNRR. Tali amministrazioni, compresi i comuni che provvedono alla realizzazione degli interventi previsti nel PNRR possono assumere con contratto a tempo determinato personale in possesso di specifiche professionalità per una durata anche superiore a 36 mesi (termine posto in via generale per i contratti a tempo determinato nella P.A.), ma comunque non eccedente la durata di completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.  

Le nuove procedure concorsuali sono orientate dal PIAO, che assorbe il documento di programmazione dei fabbisogni. In particolare, l’articolo 1 del D.L. 36/2022 prevede che le nuove linee di indirizzo per le PA relative alla predisposizione dei rispettivi piani triennali dei fabbisogni di personale – da adottarsi entro il 30 giugno 2022 - concernano anche la definizione dei nuovi profili professionali, individuati dalla contrattazione collettiva, con particolare riguardo all'insieme di conoscenze, competenze e capacità del personale da assumere.

 

L’orientamento alle competenze delle procedure di selezione

 

Il DL 80/2021 ed il DL 36/2022 prevedono che le procedure di selezione per l’accesso alla pubblica amministrazione abbiano ad oggetto, per tutto il personale, oltre le conoscenze, le competenze intese come “insieme delle conoscenze e delle capacità tecniche e manageriali” per la copertura della posizione.

La riforma dell’acceso e del reclutamento troverà definitiva sistematizzazione entro il 31 dicembre 2022 con l’adozione, come previsto dal DL 36/2022 del Decreto del Presidente della Repubblica di aggiornamento delle norme relative allo svolgimento dei concorsi pubblici dettate dal D.P.R. 487/1994. 

 

II. Buona amministrazione e semplificazione per semplificare norme e processi. In particolare, la riforma si pone l’obiettivo di eliminare i vincoli burocratici e rendere più efficace ed efficiente l'azione amministrativa, riducendo tempi e costi per cittadini e imprese. In primo luogo, l'azione di riforma deve semplificare e accelerare le procedure direttamente collegate all'attuazione del PNRR. In base all'allegato alla decisione UE, dette misure devono comprendere l'eliminazione delle strozzature critiche riguardanti, in particolare: la valutazione d'impatto ambientale a livello statale e regionale; l'autorizzazione dei nuovi impianti per il riciclaggio dei rifiuti; le procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili e quelle necessarie per assicurare l'efficientamento energetico degli edifici (il cosiddetto Superbonus) e la rigenerazione urbana. Azioni specifiche devono essere, poi, dedicate alla semplificazione delle procedure nell'ambito della conferenza di servizi. In secondo luogo, l'obiettivo degli interventi sottesi alla riforma è adottare misure strutturali volte a ridurre i tempi per la gestione delle procedure – con particolare riferimento a quelle che prevedono l'intervento di una pluralità di soggetti, quale presupposto essenziale per accelerare gli interventi cruciali nei settori chiave per cittadini e imprese – liberalizzare, semplificare (anche mediante l'eliminazione di adempimenti non necessari) reingegnerizzare e uniformare le procedure.

 

In relazione alla semplificazione delle procedure amministrative per l'attuazione del PNRR la normativa primaria è stata attuata con il D.L. n. 77 del 2021 che ha introdotto:

 

• modifiche alla legge 7 agosto 1990 n. 241, finalizzate a rafforzare il silenzio assenso e i poteri sostitutivi per accelerare anche le procedure del PNRR;

 

• semplificazione sulla disciplina di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica) prevista dalla parte seconda del Codice dell'ambiente;

 

• semplificazioni delle procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili e della disciplina per fruire del c.d. Superbonus;

 

• semplificazioni in materia di opere pubbliche la cui realizzazione dovrà rispettare una tempistica stringente anche in considerazione del fatto che le opere stesse sono indicate nel PNRR o incluse nel Fondo complementare. 

 

Successivamente, Il D.L. n. 152/2021 ha proseguito l'adozione di misure di semplificazione necessarie per una efficace attuazione del PNRR. Da ultimo, si segnala che il disegno di legge recante la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (A.S. 2469) delega il Governo ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per procedere ad una nuova ricognizione dei regimi amministrativi delle attività private e alla loro semplificazione mediante eliminazione delle autorizzazioni e degli adempimenti non necessari. Nel corso dell'audizione del 10 marzo 2022, il Ministro per la pubblica Amministrazione, On. Prof. Renato Brunetta ha riferito che sono allo studio misure normative per l'ulteriore riduzione dei termini generali di conclusione dei procedimenti fissati dalla legge n. 241/1990, accompagnata da monitoraggi automatizzati dei tempi e dal supporto, a questo fine, dei 1.000 esperti in forze alle Regioni. Ulteriori misure riguarderanno le garanzie di massima trasparenza su ogni passaggio dei procedimenti amministrativi e di responsabilizzazione dei dirigenti, con l'attivazione di un sistema di premialità per chi rispetta i tempi.

 

III. Competenze e carriere, per allineare conoscenze e capacità organizzative alle esigenze del lavoro di una Pubblica Amministrazione moderna ed efficiente, a partire dalla rimozione dei vincoli alla mobilità dei dipendenti pubblici tra amministrazioni e dalle nuove prospettive di carriera. Si interviene sul sistema di classificazione del personale e sul sistema delle progressioni retributive e di carriera per rendere più attrattivi i ruoli anche non dirigenziali ed offrire ai migliori funzionari prospettive di carriera alternative alla dirigenza. L’accesso dei funzionari nei ruoli dirigenziali dovrà avvenire con prove concorsuali capaci di tenere conto anche delle performance dimostrate e delle competenze maturate nei ruoli assunti. 
In particolare:

 

• con l’articolo 3 del DL 80/2021 sono state poste le premesse per una gestione strategica e integrata del capitale umano della pubblica amministrazione, che andranno ora sviluppate anche avvalendosi delle risorse stanziate per la qualificazione e la riqualificazione del personale pubblico; 

 

• con il Piano integrato delle attività e dell’organizzazione, di cui all’art. 6 del citato D.L., è avvenuto il rafforzamento del legame tra apprendimento permanente e opportunità di formazione, attraverso la definizione di “obiettivi formativi annuali e pluriennali”. Il curriculum formativo, inoltre, è stato messo in relazione con i percorsi di carriera personale. I vari aspetti di questo intervento hanno determinato un sostanziale rinnovamento del sistema dei profili professionali; 

 

• sulla scorta dell’atto di indirizzo, coerente con le riforme e gli obiettivi del PNRR, sottoscritto per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 da parte del Ministro per la pubblica Amministrazione, è stara realizzata l’intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto funzioni centrali, sottoscritta il 5 gennaio 2022. La trattativa per il rinnovo dei contratti per il comparto funzioni locali e sanità è attesa entro giugno 2022. 

 

Gli investimenti: 

 

(i) Portale unico del reclutamento, per un totale di 20,5 milioni di euro, che si articola a sua volta in due sub-investimenti: 

 

Creazione di una piattaforma unica di reclutamento, per un importo pari a 11,5 milioni di euro. Per quanto concerne l'attuazione di tale investimento, si segnala che dal 23 novembre è attivo il nuovo Portale di reclutamento della Pubblica amministrazione, "inPA", che, come disposto dall'articolo  2 del D.L. 36/2022, sarà operativo dal 1° luglio 2022 per tutte le amministrazioni pubbliche centrali e le autorità amministrative indipendenti, le quali, dal 1° novembre 2022, utilizzeranno tale Portale per tutte le procedure di assunzione a tempo determinato e indeterminato. Il Portale è altresì esteso anche alle Regioni e agli enti locali per le rispettive selezioni di personale e le relative modalità di utilizzo saranno definite entro il 31 ottobre 2022 con apposito decreto ministeriale;

 

• Procedure per l'assunzione di profili tecnici, per un totale di 9 milioni di euro, il quale ha trovato attuazione mediante l’approvazione dei dl. 44/2021 e 80/2021.

 

(ii) Task force digitalizzazione, monitoraggio e performance, per complessivi 734,2 milioni di euro, di cui 717,8 milioni riservati ad azioni mirate di semplificazione. A sua volta, l’investimento si articola in cinque sub-investimenti: 

 

• Assistenza tecnica a livello centrale e locale attraverso la creazione di una task force temporanea (3 anni) di circa 1.000 professionisti a supporto tecnico delle amministrazioni locali nella realizzazione delle riforme di semplificazione dei procedimenti e nella gestione delle nuove procedure. Il finanziamento per questa azione di capacity building è di 368,4 milioni di euro. Il 30 novembre 2021 sono stati pubblicati sul Portale del Reclutamento "inPA" gli avvisi per il conferimento degli incarichi (secondo i fabbisogni professionali previamente definiti e distribuiti a livello regionale) che sono stati successivamente sottoscritti entro il 31 dicembre 2021. 

 

• Semplificazione e standardizzazione delle procedure: l'obiettivo è la realizzazione di uno screening dei procedimenti amministrativi, identificandone i regimi procedurali e introducendo conseguenti meccanismi di semplificazione, mediante eliminazione delle autorizzazioni non giustificate da motivi imperativi di interesse generale, estensione dei meccanismi di silenzio-assenso ove possibile o adozione degli strumenti della SCIA o della mera comunicazione. L'investimento previsto a carico dei fondi del PNRR è di 4 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse finanziarie stanziate nell'ambito del PON Governance 2014-2020. 

 

• Digitalizzazione delle procedure SUAP e SUE: la finalità dell'intervento è quella di una completa digitalizzazione delle procedure per le attività di impresa ed edilizie, per migliorare l'operatività degli Sportelli unici, come SUAP e SUE. L'attività comprende la definizione di standard tecnici comuni di interoperabilità, in collaborazione con il Ministero per l'innovazione digitale, per dare piena attuazione al principio "once-only". Il costo complessivo della digitalizzazione delle procedure di SUAP/SUE e della loro effettiva attuazione presso le amministrazioni locali è stimato in 324,4 milioni di euro. 

 

• Monitoraggio e comunicazione delle azioni di semplificazione. L'investimento previsto è di 21 milioni di euro per attuare una ampia e pervasiva azione di diffusione dei risultati raggiunti in tema di semplificazione di procedure e processi.

 

• Amministrazione pubblica orientata ai risultati. L'obiettivo è l'introduzione di un nuovo sistema di performance management per i dipendenti della PA e di specifici incentivi alle performance collegati ai risultati ottenuti. Si tratta, in particolare, di progetti relativi ai nuovi strumenti di programmazione e gestione delle risorse umane, dalla pianificazione strategica dei fabbisogni all'outcome-based performance, che accompagneranno la riforma del pubblico impiego e dei percorsi di crescita. 

 

(iii) Competenze: Competenze e capacità amministrativa. Tale investimento per complessivi 489,9 milioni di euro e si articola, a sua volta, in due sub-investimenti:

 

Investimenti in istruzione e formazione, per un totale di 139 milioni di euro; 

 

• Sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro, che necessita di uno stanziamento pari a 350,9 milioni di euro. 

 

Nell'ambito dei sub-investimenti citati, è stato presentato il Piano strategico "Ri-formare la PA" rivolto ai 3,2 milioni di dipendenti pubblici e articolato in due filoni: il primo, inaugurato dal protocollo d'intesa firmato ad ottobre 2021, agevola l'iscrizione a corsi di laurea e master presso tutte le Università italiane; il secondo prevede l'avvio di programmi formativi specifici per sostenere le transizioni previste dal PNRR. 

Sul punto, si segnala che il DM 351 del 9 aprile 2022 prevede 2.500 borse di dottorato di durata triennale per la frequenza di percorsi di dottorato relativi agli ambiti di interesse del PNRR, di cui 1.000 per la pubblica amministrazione (400 al Sud). Inoltre, il DM 23 marzo 2022 istituisce i due programmi "Tirocinio InPA" e "Dottorato InPA", volti alla promozione, rispettivamente, dell'orientamento professionale di studenti universitari e di contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca presso le PA.

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 6 agosto 2021 e s.m.i., di assegnazione delle risorse finanziarie, attribuisce ai tre investimenti circa 1,25 miliardi di euro, mentre alla sola Riforma “Competenze e carriere” - essendo le altre due a costo zero – sono assegnati 24,3 milioni di euro.

Milestone e target associati a queste riforme e a questi interventi sono quelli individuati nell’Allegato alla decisione del Consiglio del 13 luglio 2021 per la Riforma 1.9 e l’investimento 1.9.

Le tappe fondamentali

Le tappe fondamentali