Qual è l’obiettivo dell’investimento?

Fermare il degrado degli ecosistemi mediterranei e recuperare almeno il 20 per cento dei fondali e degli habitat marini nelle acque italiane entro il 2026, in modo da raggiungere gli obiettivi europei di protezione della diversità e favorire la sostenibilità di attività fondamentali come la pesca, il turismo, l’alimentazione e la crescita blu.

Costo totale dell'investimento 400 mln
  • Giovani
  • Riduzione del divario di cittadinanza
Dettagli aggiuntivi

Il 19,1 per cento delle acque italiane sono oggi sottoposte a qualche misura di conservazione, ma non è sufficiente: per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi europei di protezione della biodiversità questa percentuale deve aumentare significativamente.
Il piano prevede interventi su larga scala per ripristinare e proteggere i fondali e gli habitat marini nelle acque italiane, così da invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei e potenziarne la resilienza ai cambiamenti climatici. Questo favorirà anche il mantenimento e la sostenibilità di attività fondamentali non solo per le aree costiere, ma anche per le filiere produttive essenziali del Paese: pesca, turismo, alimentazione, crescita blu.
Un'adeguata mappatura degli habitat dei fondali marini e un accurato monitoraggio ambientale sono il prerequisito per definire misure di protezione efficaci. Verrà perciò rafforzato il sistema nazionale di ricerca e osservazione degli ecosistemi marini e costieri, anche aumentando la disponibilità di navi da ricerca aggiornate (attualmente carenti). Obiettivo è avere il 90 per cento dei sistemi marini e costieri mappati e monitorati, e il 20 per cento restaurati, entro il 2026.

Quali sono i benefici?

Ripristinare e tutelare i fondali degli habitat marini per:
  • prevenire la scomparsa degli ecosistemi mediterranei
  • migliorare la ricerca utilizzando nuovi strumenti tecnologici
  • aumentare l’attrattività, anche per il turismo, delle aree

Momenti fondamentali e Spesa prevista

Le tappe fondamentali