Qual è l’obiettivo dell’investimento?

Convertire all’idrogeno le linee ferroviarie non elettrificate con elevato traffico passeggeri e un forte utilizzo di treni diesel come in Lombardia, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Umbria e Basilicata. I progetti più avanzati, quelli in Valcamonica e Salento, prevedono la sperimentazione in modo integrato di produzione, distribuzione e acquisito dei treni H2.

Costo totale dell'investimento 300 mln
  • Giovani
  • Riduzione del divario di cittadinanza
  • Parità di genere
Dettagli aggiuntivi

Un settore di grande interesse per l'idrogeno è il settore ferroviario, e in particolare il trasporto passeggeri. In Italia circa un decimo delle reti ferroviarie è servito dai treni diesel, che in alcune regioni hanno un'età media elevata e dovrebbero essere sostituiti nei prossimi anni. E' questo il momento giusto per passare all'idrogeno, soprattutto dove l'elettrificazione dei treni non è tecnicamente fattibile o competitiva. E visto che oggi in Italia non esistono stazioni di rifornimento H2 per i treni, il primo passo sarà lo sviluppo di elettrolizzatori ad alta pressione (TRL 5-7) e di sistemi di stoccaggio ad alta capacità, con possibilità di utilizzo di idruri metallici o liquidi (TRL 3-5). La priorità verrà data alle aree in cui sono possibili sinergie con i distributori per camion a lungo raggio, così da aumentare utilizzo e domanda di idrogeno e ridurne i costi di produzione.

Quali sono i benefici?

Diffusione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario per:
  • Ridurre l'impatto ambientale del trasporto ferroviario
  • Sviluppare un sistema efficiente ed efficace per la produzione di idrogeno e creare lavoro per le industrie del settore
  • Migliorare la qualità dei viaggi rinnovando i treni in tutto il territorio Nazionale

Momenti fondamentali e Spesa prevista

Le tappe fondamentali