Qual è l’obiettivo dell’investimento?

Favorire la transizione verso l’idrogeno verde, a emissioni zero, delle industrie che risultano oggi più inquinanti e difficili da riconvertire (hard-to-abate): acciaierie e raffinerie in primis. Il passaggio, graduale nel tempo, contribuirà a sviluppare competenze made in Italy e nuove tecnologie in modo competitivo.

Costo totale dell'investimento 2 mld
  • Giovani
  • Riduzione del divario di cittadinanza
Dettagli aggiuntivi

L’idrogeno favorisce l’utilizzo di energie alternative nei settori caratterizzati da un utilizzo intenso di energia ma per i quali non è possibile ricorrere a soluzioni basate sull’elettricità. Le raffinerie sono il settore più promettente in cui iniziare a introdurre l'H2 verde, totalmente privo di emissioni, in sostituzione di quello grigio (utilizzato attualmente per coprire l'1 per cento del fabbisogno finale). Anche l’acciaio è uno dei settori hard-to-abate dove l’idrogeno può assumere un ruolo rilevante, essendo l’Italia, dopo la Germania, il secondo produttore in Europa: l’impiego di H2, al posto del carbone, nei processi siderurgici di produzione di acciaio primario, a partire da minerali a base di ossido di ferro, eliminerebbe le emissioni di particolato, gas serra ed altri inquinanti. L’introduzione dell’idrogeno come vettore costituisce una novità assoluta nella gestione del sistema energetico italiano. Sono quindi previste anche due riforme per definire il quadro normativo a 360 gradi: la prima interverrà sulle norme tecniche (come sicurezza della produzione, del trasporto e dello stoccaggio di H2), la seconda sulle misure per incentivare la produzione e il consumo.

Quali sono i benefici?

  • Ridurre l'impatto ambientale per la produzione pesante e i trasporti
  • Sviluppare soluzioni che rendano l’industria italiana competitiva sul lungo termine
  • Permettere sgravi fiscali alle industrie che utilizzeranno idrogeno verde nella produzione

Momenti fondamentali e Spesa prevista

Le tappe fondamentali