Via libera della Commissione Europea al Piano ‘Italia Domani’

22/06/2021

La Commissione Europea ha concluso, con esito positivo, la procedura di valutazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia.

La Commissione Europea ha concluso, con esito positivo, la procedura di valutazione del Piano Nazionale di Ripresae Resilienza dell’Italia. In queste settimane, il Governo italiano e la Commissione hanno lavorato intensamente per esaminare il contenuto del Piano presentato dall’Italia il 30 aprile, valutarne la congruenza rispetto ai criteri stabiliti nel Regolamento UE 2021/241 e tradurlo in atti giuridicamente vincolanti. Tra questi ultimi, si trovano la Proposta di Decisione del Consiglio, i Documenti Operativi allegati, come l’accordo finanziario e l’elenco degli interventi finanziati corredati di obiettivi da raggiungere ed indicatori di realizzazione, e un’analisi delle caratteristiche e degli effetti attesi del Piano.

Nelle proprie osservazioni, i servizi tecnici della Commissione hanno raccomandato al Consiglio l’approvazione dell’intero importo richiesto dall’Italia, pari a 191,5 miliardi di euro, di cui circa 68,9 miliardi di sovvenzioni e circa 122,6 miliardi di prestiti: il Piano ‘Italia Domani’, organizzato nelle sue 16 componenti e strutturato in 6 aree di intervento (“Missioni”), è stato ritenuto del tutto conforme alle prescrizioni regolamentari e pienamente centrato sulle tre dimensioni orizzontali considerate prioritarie (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale).

Le misure definite sono state valutate coerenti con le sfide e le priorità identificate nelle Country Specific Recommendations della Commissione Europea e in grado di migliorare produttività, competitività, sostenibilità e resilienza dell’economia italiana, creando nuovi posti di lavoro, sostenendo la crescita economica e riducendo al contempo i divari territoriali, sociali, generazionali e di genere. In tal senso, la Commissione evidenzia come il Piano, attraverso riforme e investimenti focalizzati sulla crescita, sia in grado di sviluppare il potenziale di sviluppo del Paese sia nel medio che nel lungo termine e migliorare le condizioni del mercato del lavoro, in particolare per i giovani e per le donne.

Inoltre, l’ampio numero di riforme presenti nel Piano, in ogni settore chiave delle politiche, permette di affrontare tutti i principali fattori che impediscono la crescita: quelle nel settore dell’istruzione e della ricerca hanno il potenziale per sostenere lo sviluppo del capitale umano; le riforme in settori quali quello dei trasporti porteranno ad un aumento dell’efficienza; infine, le riforme sul funzionamento della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario produrranno cambiamenti strutturali in grado di migliorare l’efficacia dell’azione amministrativa e, in definitiva, di creare un ambiente favorevole all’economia.

Le misure incluse nel piano sono state valutate positivamente con riferimento alla sostenibilità ambientale: tutte gli investimenti e le riforme rispettano il principio del “non arrecare danno significativo all’ambiente” (do not significant harm principle) e circa il 37% delle risorse del piano è destinato ad interventi in grado di garantire la transizione ecologica. Inoltre, una quota consistente delle misure contribuirà alla trasformazione digitale dell’Italia (circa un quarto delle risorse del piano).

Complessivamente, il piano è approvato con un giudizio più che positivo, anche in relazione alla capacità del sistema di governance di assicurare un’efficace implementazione ed un monitoraggio continuo degli interventi previsti dal Piano.